Progetto Speciale stagioni 2018-2021
CUORE
di Giovanni Ibba
Liberamente tratto dal Cuore di E. De Amicis

Regia di Cristina Pezzoli
Scene e costumi di Rosanna Monti
Musiche di Giovanni Nesi
 

Le ragioni di un testo alle soglie dell'Italia unita, che fece arrabbiare Giuseppe Giusti. Indro Montanelli scrive: “De Amicis, scrittore e insegnante, tenta di fare della scuola un allevamento di galantuomini e buoni cittadini”.

Una classe metafora dell'Italia in costruzione. All'interno di essa un maestro che trasforma i figli di immigrati di popoli diversi in un uno solo. Nel testo ciò è reso possibile in due modi:

1 De Amicis usa gli elementi più evidenti e immediati che possano ottenere questo importante risultato. Una pedagogia fondata sul racconto, sulla capacità di sviluppare un'immagine nelle coscienze dei piccoli ascoltatori. L'idea di De Amicis si fonda sull'intreccio tra il racconto inventato e i racconti della vita reale dei protagonisti descritti nelle pagine del diario. Impressionanti sono i nuclei tematici facilmente riconoscibili come propri da tutti gli scolari (e dai lettori del libro);

2 l'autore inserisce a questi elementi comuni dei valori nuovi rispetto al contesto storico, partendo da quello di patria, che muta in madre patria, valore più “caldo”, vicino all'idea della mamma e pertanto capace di far battere il cuore. La terra dei padri è diventata madre. I racconti mensili del maestro Perboni rendono concreto un modello desiderabile e fortissimo. Il ragazzo diventa eroe quando riesce a incarnare, fino al sacrificio, virtù definibili come “civili”. La forza del racconto sta nel generare la capacità di “emozione sociale”. In qualche modo finire il ciclo dei racconti mensili, così come terminare l'anno scolastico, è come aver superato una sorta di iniziazione all'età adulta in senso civile. L'eroe dell'Italia unita è capace di sacrificio per fratelli e sorelle all'interno di una famiglia, la cui madre viene intesa come patria.