CINEMA TEATRO BORSI
STAG.2018-19
 
venerdì 9 e sabato 10 novembre - ore 21.15
Valentina Banci
INSONNIA
di Valentina Banci
dalle opere di Marina Cvetaeva
Scene di Lorenzo Banci
 
per prenotare invia una mail a prenotazioni@teatroborsi.it oppure telefona a 0574 18 26 529
orario botteghino: 9.00-13.00 / 15.00-19.00 dal lun al ven - sabato dalle 15.00 alle 20.00
 
Lo spettacolo:
Entrare dentro l'anima e l'opera di Marina Cvetaeva è come viaggiare in un continente senza confini.

Ho cercato così di non lasciarmi spaventare dalla sua vastità e di tentare di parlare di Lei servendomi proprio dell'impossibilità di farlo, lasciandomi portare dalle suggestioni della sua arte e non da un discorso intellettuale.

Dei tanti temi contenuti nella sua opera quello che mi ha colpito al cuore è il tema della miseria, e come un artista puro e totale possa rischiare di morire di fame dentro una società che fa fatica a riconoscerlo e che non può capire davvero il vivere di poesia e anzi, lo teme.

Poco c'entra il fatto che Marina abbia vissuto anni bui come quelli della rivoluzione russa, questa condizione di fame ed esclusione nella sua opera è esistenziale. E poco c'entra il fatto che la vita non le abbia regalato niente, dagli anni in cui ha vagato da intellettuale dissidente in mezza Europa fino al suo ancor più terribile rientro in Russia, quando figlia e marito furono arrestati e lei rimase sola con il figlio minore, senza poterli rivedere mai più; e di nuovo si ritrovò ad elemosinare lavoro ed aiuto, finchè arrendersi non le parve l'unica possibilità e si tolse la vita impiccandosi.

Parto dunque da qua per raccontare la solitudine dell'artista in un mondo che non può comprenderlo.

Drammaturgicamente mi vengono in aiuto tutti i suoi carteggi degli anni giovanili a Mosca, la sua immensa opera poetica e le lettere dell'ultimo periodo che assomigliano sempre di più ad un grido di aiuto, ma sono anche testimonianze agghiaccianti del periodo stalinista.

Tenderò un arco di tutta la sua esistenza, che lei attraverserà in una notte insonne, una notte in cui le è impossibile dormire, perchè NON VUOLE dormire. Lottando contro il sonno entrerà dentro i frammenti della sua vita aggrappandocisi come ad un ancora di salvataggio per non sdraiarsi e chiudere gli occhi.

Di cosa ha paura Marina? Dormire fa paura come la morte.

Vorrei che in una notte lunga come una vita parlasse un essere trasparente, un essere dagli occhi bianchi; e che ci raccontasse nell'atto disperato di non cedere al buio, di come sia impossibile vivere così, dentro la propria " moltitudine insaziabile " e carichi di un talento e di un amore che l'esistenza da sola non può contenere.
Valentina Banci
 
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