CINEMA TEATRO BORSI
STAG.2018-19
 
venerdì 8 e sabato 9 febbraio 2019 - ore 21.15
Dario Garofalo, Cinzia Maccagnano, Luna Marongiu, Cristina Putignano, Raffaele Gangale
EDIPO RE (make)
da Sofocle
Drammaturgia e Regia di Cinzia Maccagnano
Scene e costumi Monica Mancini
Assistente alla regia Marta Cirello
Una produzione Ass.Cult. Comp. Teatrale LA BOTTEGA DEL PANE onlus
 
per prenotare invia una mail a prenotazioni@teatroborsi.it oppure telefona a 0574 18 26 529
orario botteghino: 9.00-13.00 / 15.00-19.00 dal lun al ven - sabato dalle 15.00 alle 20.00
 
Note di regia:
Quello di Edipo è il dramma della conoscenza, il dramma di un uomo vinto dalla fatalità malgrado la sua volontà e la sua ribellione.

E innanzitutto la ribellione avviene in se stesso: è lui che evoca la ragione e poi l'istinto, creando dialoghi serrati, che diventano sempre più interrogatori, con Creonte e con Tiresia, quasi fossero voci interiori che lo tormentano e lo inducono a scavare nel conscio e nell'inconscio affinché la verità si palesi accecante come la luce.

Edipo sa ed ha dimenticato, perciò intraprende un percorso dall'interno verso l'esterno che riporta se stesso e lo spettatore a quella Verità inevitabile, già presente. Il dentro e il fuori: il male è fuori come rappresentazione del dentro, e il dentro emerge e incalza.

Il Coro sin dall'inizio è il fuori che spinge Edipo a trovare la causa di tanto male. La peste dilaga a Tebe come una coltre senza speranza che si spande per chiedere il suo tributo. La peste è un nero che tutto invade, come la visione della realtà da parte di chi ha un malessere. È la non-speranza. Edipo appare, nel cuore della notte, ai piedi del talamo nuziale, tormentato da incubi, pensieri ed echi di voci di popolo.

Così comincia il suo viaggio iniziatico dal buio della sua esistenza al bagliore accecante del vero. Tutto il percorso è una rappresentazione di cui Edipo soltanto è inconsapevole. Creonte prima, Tiresia poi e la stessa Giocasta, ciascuno a proprio modo, sembrano condurre il re a specchiarsi per vedere sé stesso e, “per oscura che sia”, la sua stirpe.

La scena ruota e con lei il punto di vista, quasi imitando il movimento di una macchina da presa, per mettere a fuoco le dinamiche e i rapporti tra i personaggi che agiscono in un dichiarato gioco di messa in scena che si fa sempre più chiaro man mano che Edipo perde lucidità precipitando nell'inganno della rappresentazione resa esplicita dalla costruzione di un vero e proprio “teatrino” su cui prende forma l'inesorabile tragedia. “Luce, ora ti vedo per l'ultima volta!”grida quando ormai è tutto rivelato e la luce abbagliante del vero non può che lasciare spazio alle tenebre.

Ma per quanto accecante la verità, è l'unica strada verso la consapevolezza a cui alla fine giunge Edipo che, privandosi degli occhi e dell'inganno che da essi ne è venuto, intraprende la via della conoscenza di sé e della catarsi. “La vita finisce dove comincia.”
Cinzia Maccagnano

La Compagnia Teatrale LA BOTTEGA DEL PANE
è nata nel 1996 a Siracusa per volontà di un gruppo di Allievi e Maestri del corso 1994/96 della Scuola di Teatro Classico "Giusto Monaco" dell'Istituto Nazionale del Dramma Antico (I.N.D.A.). La Compagnia prende il nome dal frammento di Bertolt Brecht La bottega del pane, il primo spettacolo realizzato, e premiato al Festival di Città di Castello nel 1997.

Gli attori della Bottega del Pane lavorano insieme da nove anni, avendo partecipato in gruppo già dal 1995, prima di costituirsi in Compagnia, alle produzioni estive dell'I.N.D.A nei Teatri Antichi di Siracusa, Segesta,Ostia Antica, Morgantina.Produzioni di rilievo della Compagnia (25 titoli in 7 anni per circa mille repliche) sono state, negli ultimi anni, le commedie classiche realizzate presso i Teatri Antichi e i Siti Archeologicie Monumentali di Segesta, Morgantina, Ostia Antica, Aquileia, Palazzolo Acreide e Pollina: 1998, Anfitrione e I Due Fratelli Gemelli di Plauto; 1999 Le Donne al Parlamento di Aristofane; 2001 Rudens di Plauto; 2002 Ilio.Il Racconto della Guerra di Troia; 2003 Le due Bacchidi di Plauto; e le produzioni invernali Un giorno, quando ne avremo il tempo da Bertolt Brecht (Teatro Valle di Roma, maggio 2000); La gaia morte di Nicolaj Evreinov;Vengono. Ombre lunghe del Novecento (Rassegna ETI "Maggio cercando iTeatri"); La vita reale di Jakob Geherda di Bertolt Brecht; Lascia l'ultimo ballo per me da Pier Paolo Pasolini (Teatro India di Roma, settembre 2001).

La Compagnia è riconosciuta e sostenuta dal Dipartimento dello Spettacolo della Presidenza del Consiglio dei Ministri
 
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