CINEMA TEATRO BORSI
STAG.2018-19
 
venerdì 2 e sabato 3 novembre - ore 21.15
Claudio Morganti
L'AMARA SORTE DEL SERVO GIGI
di Claudio Morganti
Una produzione Ass.Culturale Esecutivi per lo spettacolo
 
per prenotare invia una mail a prenotazioni@teatroborsi.it oppure telefona a 0574 18 26 529
orario botteghino: 9.00-13.00 / 15.00-19.00 dal lun al ven - sabato dalle 15.00 alle 20.00
 
Lo spettacolo:
L'amara sorte del servo Gigi”…
ovvero, dell'importanza di essere vecchi dentro: studio giovanile in forma di vecchiaia, illegalmente, forzatamente e poi deliberatamente, liberamente ispirato, uguale sputato, dove si tenta il 'ricalco' di un famoso testo teatrale del ‘900, di autore ancor più famoso, che narra storie di vecchi e diari meccanici, dove si constata come l'importante sarebbe essere vecchi dentro, ma ci si accontenta di esserlo fuori poiché l'occhio vuole la sua parte e dunque mangiar prosciutto non è come mangiar banane, ma se il prosciutto assomiglia alla lingua, allora mangiar prosciutto è come mangiarsi la lingua, ovvero una banana poiché quando scarpe e cappello sono separate da un cretino, altro non sono che un paio di scarpe con il cappello, ovvero, un cappello deambulante con le scarpe ai piedi e/o un paio di scarpe con un cappello in testa, ovvero il bianco: colore del lutto, ché si narra delle disagevoli, disarmoniche, disparate avventure amorose di un uomo fra i più cretini e dunque si potrà vedere come non sono gli uomini ad aderire alle ideologie, ma le ideologie agli uomini dove si potrà seguire con orrore e apprensione il dramma di un uomo con un lungo passato, un breve futuro, ma nessun presente». (Claudio Morganti)

Claudio Morganti, oltre che regista, è un grande attore. Uno spettacolo piccolo, con una sedia ed una scrivania, due luci due, zero musica, può essere, grazie alla sua interpretazione, uno spettacolo enorme.

È il caso di “L'amara sorte del servo Gigi”, in cui l'attore, in un semplice prologo spiega che si può prendere un testo, sostituire tutte le parole con altre mantenendo la struttura drammaturgica originaria e far ugualmente “accadere” il teatro. Nel frattempo, si bagna la faccia con l'acqua da una ciotola e poi se la imbianca di farina, passa un rossetto sotto gli occhi e sulla bocca, mette un cappello e - a prologo concluso - letteralmente si trasforma in un vecchio malandato Krapp che invece di mangiare banane addenta fette di prosciutto facendo bene attenzione a scartarne il grasso.

In scena l'attore è Gigi ma è anche Morganti stesso, senza artifici, perché le due figure si sovrappongono, nella vita e nella scena, come metafora dell'attore che si mette al servizio dell'opera. E Morganti/Gigi si trucca in scena, ricordandoci ancora una volta che il teatro è arte povera, è la possibilità di togliere fino all'essenziale, ne siamo direttamente consci osservando l'uomo che diventa vecchio con pochi gesti rituali.
 
Aps Pratoteatro - Via San Faniano,53 - 59100 Prato (PO) - C.F. 92099570480 - P.Iva 02361570977