TEATRO BORSI
STAG.2019-20
 
Teatro
venerdì 27 e sabato 28 marzo 2019 alle 21.15
 
Michele Nardi, Vincenzo Paolicelli, Flavio Marigliani, Lorenzo Guerrieri, Matteo Finamore
PROCESSO PER L'OMBRA DI UN ASINO
di Friedrich Dürrenmatt
Regia di Flavio Martino
 
per prenotare invia una mail a prenotaborsi@gmail.com oppure con WhatsApp al 329 4278 058
dalle 16.00 - 19.00 in Via San Fabiano 53 a Prato
 
 
 
Lo spettacolo

Ad Abdera, ridente e assolata cittadina dell'antica Grecia, si svolge un curioso processo: un asinaio e un dentista sono i due contendenti e il motivo del contendere è l'ombra di un asino.

Difficile da credere, ma l'asinaio Antrace pretende che il dentista Strutione paghi non soltanto l'affitto del suo asino ma anche della sua ombra dato che il cavadenti l'ha usata per ripararsi dal sole. Strutione non ha nessuna intenzione di cedere e anzi querela a sua volta l'asinaio che gli ha fatto perdere un lavoro in una vicina città.

Da questo momento si scatenano avvocati, sacerdoti, mogli e concubine, tutti a cercare raccomandazioni e favori per far vincere la ragione dell'uno o dell'altro. Un tornado attraversa la pacifica cittadina di Abdera: nulla sarà come prima.

 
Note di regia

Anche se collocata in un tempo lontano, come fosse una favola, la storia di Antrace e Strutione è lo specchio di una pessima abitudine tutta umana: prendere le questioni come puntigli, agire per principio. In effetti, a ben pensare, basterebbe solo porsi di tanto in tanto il dubbio che si possa anche sbagliare, aprire le orecchie e ascoltare. Eppure in questa storia nessuno lo fa: anzi, ognuno ha la sua ragione, ognuno agisce per qualche valido motivo. Chi per la morale, chi per l'onore, chi per la giustizia, chi per la patria. Belle parole, ma hanno ancora un senso? Possiamo veramente credere che siano ancora valori che ci guidano? O forse sono solo le giustificazioni che ognuno di noi dà a se stesso per non ammettere che si agisce quasi sempre per il proprio piccolo interesse?

Abdera viene bruciata dal desiderio di avere sempre ragione, dal gioco tutto umano del chiedere favori in cambio di altri favori, del raccomandare per essere raccomandati. Un gioco crudele che Dürrenmatt ci racconta con ironia e leggerezza, come fossimo di fronte a un teatrino di burattini buffi e disarticolati. E rimane sempre in sospeso l'unica domanda possibile: la ragione che fine ha fatto?

Se veramente il potere è una realtà interstiziale, vuol dire che tutti ne siamo coinvolti, al punto da smettere di pensare. Dürrenmatt ha scritto il Processo partendo da La storia degli Abderiti di Christoph Martin Wieland e scrive una pièce in cui da una piccola discussione nasce una spirale che non fa altro che accrescere i dissapori, le incomprensioni e l'odio fino alla distruzione totale della città.

Dürrenmatt racconta un meccanismo privo di senso in cui nessuno resiste alla tentazione di vincere. Un dentista e un asinaio, un ricco e un povero, si scontrano e i due ceti cadono in questa guerra, che coinvolge un giudice incapace che continua inutilmente a parlare della pace come fosse uno slogan pubblicitario e non la radice di una sana convivenza, avvocati privi di scrupoli, sacerdoti, mogli e concubine.

Il Meccanismo del potere, inteso come capacità di influenzare e decidere della vita degli altri, è descritto ironicamente, fa sorridere ma nasconde una grande lezione: alla fine tutti sono vittime e carnefici di questo gioco brutale. La tragicità è proprio questa: nessuno alla fine si ribella, nessuno resiste, l'unica soluzione è continuare a prendersela con l'altro perché se ci guardassimo intorno forse ci accorgeremmo di quanto tutti ormai siamo coinvolti senza possibilità di assoluzione.

 
per prenotare invia una mail a prenotaborsi@gmail.com oppure con WhatsApp al 329 4278 058