Mercoledì 10 Agosto 

Aperitivo 19.30

Concerto 20.30/20.45

Quartetto Baker

IO SONO CHET

Vi racconto la mia vita

Giuseppe Nannini, tromba

Vittorio Conti, batteria

Damiano Calloni, pianoforte

Federico Paoli, contrabbasso

quartetto-baker.jpg

Gli esordi ,il successo,la caduta ed il ritorno del grande trombettista Chet Baker .
 

La sua vita ripercorsa attraverso la sua musica. 


“Chet com’è entrata la musica nella tua vita “ "Quando avevo tredici anni mio padre portò a casa un
trombone …a lui piaceva Jack Keagan e voleva che imparassi a suonare il trombone"

 

Comincia così la carriera di Chet Baker uno dei più grandi trombettisti jazz di tutti i tempi

chet-baker.jpg

Chet Baker, inizi

Figlio del chitarrista Chesney Henry Baker, Sr., Chet Baker nacque nel 1929 a Yale nello stato americano dell'Oklahoma. Nel 1940 la sua famiglia si trasferì a Glendale in California. Da bambino si avvicinò alla musica cantando in concorsi amatoriali e nel coro della chiesa. Da giovane, il padre gli comprò un trombone, che fu poi sostituito da una tromba essendo il primo troppo grande per il ragazzo. La sua prima formazione musicale si tenne presso la Glendale Junior High School, anche se il suo apprendimento fu principalmente intuitivo (in un'intervista degli anni 1970, Baker dichiarò di essere in grado di leggere una melodia, ma che le sigle degli accordi non avevano per lui alcun significato). Nel 1946, a sedici anni, lasciò la scuola e si arruolò nell'esercito.

Inviato a Berlino, suonò nella Banda del 298ª Armata dell'Esercito. Dopo il suo ritorno nel 1948, studiò teoria e armonia musicale al El Camino College di Los Angeles; nel frattempo si esibiva in jazz club, finendo per abbandonare gli 

studi al secondo anno di corso. Nel 1950 si arruolò nuovamente nell'esercito e divenne membro della Banda della Sesta Armata dell'Esercito al Presidio di San Francisco. Nella città continuò a esibirsi in numerosi club, tra cui il Bop City e il Black Hawkin. In seguito a test psichiatrici, fu ritenuto inadatto alla vita militare: ottenne così il congedo definitivo dall'esercito che gli permise di dedicarsi alla carriera professionistica nel mondo del jazz.